Premessa ad "Alcuni modi di fare grammatica"

Christopher Humphris

Quante volte ci siamo disperati vedendo i risultati di esami che dimostrano la scarsa conoscenza grammaticale dei nostri studenti? "Eppure," ci rassicuriamo, "io queste regole gliele avevo insegnate".

L'insegnamento determina l'apprendimento. Se io ti insegno una cosa, tu la impari. Equazione antica e sorprendentemente resistente, data la preponderanza delle prove contrarie. Quanti di noi portano acriticamente in testa l'idea che il rapporto fra insegnare e imparare sia identico al rapporto fra dare e ricevere? E cioè che il secondo è, o dovrebbe essere, determinato dal primo?

In realtà imparare è un atto autonomo. L'apprendimento ha luogo se il soggetto (il discente, non l'insegnante) ha voglia di imparare qualcosa e se ha a disposizione i dati sui quali poter riflettere e dai quali poter trarre delle conclusioni. Finché lo studente sarà trattato come semplice destinatario di concetti confezionati e trasmessi dall'insegnante, lo studente rimarrà poco vigoroso e l'apprendimento sarà poco efficace. Se, invece, lo studente viene promosso al ruolo di ricercatore il quale genera ipotesi e successivamente cerca di verificarle, viene sprigionata una quantità maggiore di energia.

Che ruolo, allora, può avere un insegnante in un tale approccio?

Essenzialmente deve fare tre cose: a) fornire materiale sul quale lavorare; b) focalizzare l'attenzione dello studente su uno o più fenomeni degni di studio; c) escogitare dei modi per invogliare gli studenti a fare ricerca.