Riceviamo e pubblichiamo

 

Costruzione di conversazione: seconda parte

 

Marco Lietti

 

L'attività di Costruzione di conversazione, come presentata da Rita Luzi Catizone in Parlare (Atti del 9° seminario internazionale per insegnanti di lingua, 16-18 marzo 1997, Edizioni Dilit), viene introdotta agli studenti dicendo:

 

1. Mettete via penne e quaderni perché faremo un'attività orale.

2. Pensate ad una situazione in cui potreste trovarvi e che volete sentirvi pronti ad affrontare linguisticamente; [in alternativa, l'insegnante stesso può scegliere la situazione su cui lavorare]

3. Lavorate a coppie. [l'insegnante forma le coppie] Decidete quale ruolo assumere e cominciate la conversazione tenendo presente che:

a)       dovete produrre una conversazione corretta, quindi dovete controllare la correttezza per ogni parola scelta, per la sua posizione, per la sua concordanza con le altre parole, ecc.;

b)       non dovete dimenticare la correttezza fonologica;

c)       ad ogni battuta messa a punto insieme seguirà la ripetizione da parte dello studente che ha scelto di dirla per svolgere il suo ruolo, sempre ricominciando dall'inizio della conversazione.

 

(sulla lavagna)

A: xxxx xxxxxxxxxxx xxxxxx xxx xxxxxxxx xxxxxx xxxxxxxx

B: xx xxxxxxxxxxxx xxxx xxxxxx xxx xxxx xxxxxx xxxx xxx

A: xxxxxx xxxxx xxxxxx xxxxx xxxxx xxxx xxxxxx xxxxxx x

B: xxxxxx xxx xxxxxx xxx xxxxxx xxxxx xxx xxx xxxxx xxxx

ecc.

 

È molto importante riprendere dall'inizio dopo ogni battuta costruita. Vi renderà sempre più sicuri.

d)       Sono a vostra disposizione: chiamatemi quando avete bisogno.

 

*

 

Rita Luzi Catizone scrive che alla fine dell'attività alcuni studenti le hanno chiesto di poter scrivere ciò che avevano costruito, e lei ha controllato i testi prodotti.

 

Qui propongo una semplice variante a questa conclusione:

 

- Nell'introdurre l'attività, aggiungere che non è importante la lunghezza della conversazione, ma alla fine gli studenti di ogni coppia dovranno averla memorizzata tutta, comprese le battute del compagno/interlocutore.

 

- Allo scadere del tempo previsto per la fase orale, invitare gli studenti ad allontanare le sedie (per lavorare da soli) e a scrivere tutta la conversazione individualmente. Specificare che se non ricordano qualcosa del testo prodotto (da come si scrive una parola, a una forma verbale, fino a un'intera battuta...) devono "improvvisare" completando il testo da soli nel modo che gli sembra più adatto: in ogni caso il testo scritto dovrà essere completo, corretto e plausibile.

 

- Quando le conversazioni sono state scritte, invitare gli studenti ad avvicinarsi di nuovo (questa volta affiancati) formando le coppie di prima: è il momento di confrontare quanto hanno messo sulla carta. È importante specificare che adesso devono innanzitutto cercare le differenze nei due testi prodotti: dove c'è una differenza, probabilmente c'è un problema da analizzare e discutere.
L'insegnante dichiara anche che non correggerà i testi finiti, ma è disponibile a chiarire ogni dubbio e rispondere ad ogni domanda; inoltre si possono usare il dizionario e la grammatica. L'obiettivo è cercare di ottenere "il testo migliore" partendo dalle due versioni.
Visto che probabilmente alcune coppie impiegheranno meno tempo di altre per questa fase, è meglio dire subito che, sciolte le differenze tra i due testi, gli studenti possono continuare a migliorare il "testo unico" insieme. Si tratta di una forma di revisione fra pari in cui entrambi sono "autori" con uguali diritti e uguale potere decisionale: in caso di disaccordo possono chiedere un'opinione all'insegnante (o cercare di convincere il proprio compagno).

 

- Terminato il confronto, ogni studente può copiare la conversazione in bella copia: è possibile assegnare questo lavoro come compito a casa. Durante la lezione successiva si può chiedere di nuovo se ci sono domande sulle versioni finali dei testi.

*

 

Per un interessante esempio di conversazione prodotto da due studenti, oltre ad alcuni problemi che possono emergere durante l'attività (e come risolverli), rimando all'articolo originale di Rita Luzi Catizone, che ringrazio per questa attività semplice ed efficace.