Un nuovo libro di testo è già in uso

Christopher Humphris

Il primo di una serie di libri di testo per l'insegnamento dell'italiano come lingua straniera è già in uso nelle classi. Si chiama Volare - primo volume e rispetta i principi didattici-linguistici presentati da anni in questo Bollettino. È stato ideato da colleghi della Dilit International House Luigi Micarelli e Piero Catizone e me. Oltre al libro per lo studente ci sono due cassette e la guida per l'insegnante. L'opera intera è costituita da 4 volumi per raggiungere un livello intermedio alto. Gli altri volumi sono in preparazione.

Volare è concepito come una sequenza di attività di apprendimento (all'incirca 160 per volume, raggruppate in 20 lezioni). Ogni tipo di attività ricorre ciclicamente in modo che le 8 classi di attività rappresentate nello schema sottostante siano distribuite in giusta misura. Ogni attività è stata ideata per durare fra 30 e 40 minuti.

RICEZIONE

PRODUZIONE

autentica

analitica

libera

controllata

 

LINGUA

PARLATA

 

Ascolto

autentico

 

Ascolto

analitico

 

Produzione

libera orale

 

Produzione

controllata orale

 

LINGUA

SCRITTA

 

Lettura

autentica

 

Lettura

analitica

 

Produzione

libera scritta

 

Produzione

controllata scritta

                                      Abilità comunicative (attenzione dello studente focalizzata sui significati)
                                    Grammatica (attenzione dello studente focalizzata sulle forme)

In questo numero riporto ciò che è riportato nella guida insegnante riguardo l'Ascolto analitico (che nel primo volume si limita a un solo tipo: il Puzzle linguistico) e la Produzione libera orale.

Puzzle linguistico

Gli studenti, mentre ascoltano molte volte un breve brano, cercano di ricostruirlo per iscritto trattandolo come se fosse un puzzle. Il brano registrato ha una durata di circa 15 secondi ed è estratto da una conversazione spontanea, oggetto precedentemente di un’attività di Ascolto. Oltre ad allenare l'orecchio, questa attività offre la possibilità di fare grammatica in quanto, per completare il testo, gli studenti devono riflettere su opzioni della grammatica italiana.

Finalità

L'attività di Ascolto, svolta in precedenza sull’intera registrazione dalla quale è stato estratto il brano oggetto del Puzzle linguistico, garantisce che lo studente abbia già dall’inizio una visione globale della vicenda comunicativa. Lo studente, quindi, non si limita semplicemente a "raccogliere parole", ma è in grado di cogliere la ragion d'essere di ogni parola in termini di significato e di contributo alla coerenza e alla coesione del discorso complessivo. Se per qualche motivo (per esempio un’assenza) qualcuno non ha ascoltato la conversazione intera, conviene, prima di iniziare a lavorare, far descrivere da qualche studente, per sommi capi, i contorni della vicenda comunicativa.

Va detto che anche se molti studenti apprezzano da subito il Puzzle linguistico come un ottimo strumento per allenare l'orecchio, il suo valore didattico va ben oltre. Siccome la lingua oggetto del Puzzle linguistico è autentica, è quasi impossibile completare il testo con il solo ascolto. Lo studente è stimolato, dunque, a mobilitare le sue conoscenze della lingua a vari livelli e non per compartimenti stagni. Deve, innanzitutto, pensare in termini grammaticali: quando mancano delle parole è portato a ragionare sulla categoria grammaticale delle parole che ha già trovato e ad ipotizzare quella delle parole che mancano. Deve tenere in considerazione ciò che sa sulle convenzioni socioculturali soggiacenti al tipo di vicenda comunicativa sotto osservazione. Deve mettere in gioco ciò che sa sui dispositivi di coesione, rispetto a monologhi e a dialoghi. Deve sfruttare ciò che sa del rapporto fra segno fonico e segno grafico e l'effetto "distorcente" che fonemi vicini possono avere sulla realizzazione del segno fonico. Inoltre deve anche andare al di là di ciò che sa di sapere e far leva su ciò che comunemente viene chiamata "intuizione" e che ha a che fare con conoscenze preconscie formatesi durante precedenti esperienze di contatto con la lingua. In altri termini lo studente mobilita ciò che è stata denominata "grammatica pragmatica delle aspettative", che con questa attività può utilizzare e quindi sviluppare. Ed è proprio questo ultimo fenomeno, insieme allo sviluppo della comprensione auditiva, che garantisce notevoli progressi sia nella competenza linguistica che metalinguistica dello studente.

Poiché gli studenti, dopo una fase di lavoro individuale, cercano di ricostruire le parti rimanenti confrontando il proprio lavoro con quello di un compagno, si realizza anche un’integrazione delle conoscenze e delle ipotesi sulla grammatica della lingua in loro possesso che scaturisce dal confronto con altri punti di vista.

Modalità di esecuzione

Le prime volte che la classe svolge questa attività, conviene sottolineare, con un disegno alla lavagna, la strategia normale per eseguire un vero puzzle, ricordando che si lavora in modo multidirezionale, partendo da qualsiasi pezzo che è facile collocare. Il principio qui è lo stesso: prima i pezzi facilmente individuabili e poi il resto. Conviene insistere su questa modalità di lavoro, scoraggiando un possibile procedimento che veda lo studente impegnato nel tentativo di scrivere parola per parola dall’inizio del testo. Bisogna fare in modo che ogni studente abbia dopo pochi minuti uno scheletro del testo fatto di parole ben distribuite.

Esempio da Lezione 2:

G. Dove .................?

M. Dunque ............................ Mazzini ........ numero ................ cinque.

G. Sì.

M. E ................. Pietro Morè.

Senza questo scheletro rimarrebbe la tendenza di lavorare dall'inizio del testo e parola per parola, così perdendo la consapevolezza delle caratteristiche di coerenza e di coesione testuali della lingua naturale. Consigliamo di far lavorare gli studenti sul libro con matita e gomma. Se non è possibile, conviene interrompere di tanto in tanto l’attività per far copiare i testi sul libro.

Una possibile struttura dell’attività:

Prima fase: Nella prima fase gli studenti lavorano da soli ascoltando moltissime volte il brano e cercando di scrivere quelle parti di testo che riescono a sentire.

Seconda fase: Quando ci si rende conto che gli studenti hanno esaurito le loro risorse individuali, vanno formate delle coppie in cui gli studenti cercano di ricostruire il testo confrontando il proprio lavoro con quello del compagno. Durante questa fase l’ascolto del brano e la consultazione con il compagno si alternano molte volte. Le coppie vengono cambiate un paio di volte in modo da mettere ciascuno studente a confronto con più punti di vista. L’insegnante soddisfa tutte le richieste di riascolto degli studenti, invitandoli anche ad usare autonomamente il registratore per riascoltare tutto il brano o determinati passaggi.

Terza fase: Ad un certo punto gli studenti arrivano al massimo della loro capacità, senza, quasi certamente, aver completato il testo. Questo è il momento (e non prima!) in cui l'insegnante riprende una posizione centrale attirando l'attenzione di tutti alla lavagna. Consigliamo il seguente procedimento:

dunque | .............. | sonin | piazza Mazzini

Lo stesso procedimento va ripetuto con un "problema" di un altro studente e così via fino allo scadere del tempo assegnato all’attività o all'esaurimento dei "problemi" e quindi al completamento del testo. Se non c'è tempo per affrontare tutti i "problemi" non ha importanza: è il processo che conta, non il prodotto! Comunque sia, nel caso gli studenti rimangano delusi si può rimandare il seguito alla lezione successiva ed in quell'occasione verificare se veramente vogliono continuare.

Durante il Puzzle linguistico lo studente non dovrebbe essere considerato come un "produttore di soluzioni corrette o sbagliate", bensì come un "ricercatore", che ragiona, elabora delle ipotesi e le mette alla prova. Sbagliare non porta a nessun esito negativo, anzi costituisce un "motore" dell’attività. Ogni studente, in base al proprio stile cognitivo e alla propria percezione personale della natura del compito, segue le strategie di ricerca che più ritiene opportune: non c'è una sola strada per fare ricerca.

Lo spazio "Appunti grammaticali" nel libro dello studente è vuoto. A nostro avviso sarebbe molto utile lasciare qualche minuto alla classe affinché ogni studente possa appuntarvi ciò che ritiene utile per sé tra i dati emersi durante l’attività (grammatica, lessico, aspetti socioculturali od altro). In tal modo si dà allo studente la possibilità di costruire una "sua" grammatica, nell’accezione più ampia, ed anche di "fermarla" nel libro. In alternativa, l'insegnante può dettare tutto o una parte di ciò che è riportato nelle "Appunti grammaticali" presenti in questa Guida al termine delle singole attività di Puzzle linguistico.

I Puzzle linguistici:

Lezione 2: Richiesta recapito.

Lezione 4: Previsioni del tempo.

Lezione 6: Indicare oggetti.

Lezione 8: Apertura richiesta indicazioni stradali.

Lezione 11: Richiesta informazioni in agenzia.

Lezione 14: Apertura acquisti.

Lezione 15: Descrizione situazione passata.

Lezione 16: Orario ferroviario.

Lezione 18: Apertura acquisti.
Lezione 19: Richiesta dati prenotazione.

 

Produzione libera orale

Gli studenti, generalmente in coppie o in piccoli gruppi, sulla base di un compito assegnato, cercano di comunicare in italiano liberamente, aiutandosi con gesti, disegni o altro. La parola d’ordine è: improvvisare! Serve a sviluppare il linguaggio dello studente e, man mano, far crescere in lui la sicurezza nei propri mezzi.

Finalità

Sin dai primi momenti dello studio dell’italiano, è importante che agli studenti vengano offerte in classe delle occasioni per esprimersi oralmente. In questo modo gli studenti potranno costruirsi man mano un proprio linguaggio, un proprio modo di esprimersi, abituandosi ad utilizzare lo strumento elementare in via di sviluppo che è la loro "interlingua", integrandola con gesti, mimica, ecc. per farsi capire anche se in modo approssimativo. Lo studente deve inoltre imparare ad accettare di non poter esprimere i concetti che vuole comunicare con la stessa precisione come invece è in grado di fare nella propria lingua.

Quindi la finalità principale di questa attività, i cui risultati non sono visibili a breve termine, è lo sviluppo dell'interlingua, che avviene per il fatto stesso di mettere l’interlingua in gioco. La voglia di comunicare che queste attività suscitano nello studente fa sì che egli si sforzi di utilizzare al meglio la sua interlingua. Egli sente un divario fra ciò che vorrebbe dire e ciò che riesce a dire. La povertà e l'imperfezione della sua interlingua lo spingono a cercare di andare oltre, a lottare con questo strumento, a fare cose che fino a quel momento non ha fatto. Egli attinge più profondamente in quella banca di elementi linguistici che, in modo subcosciente, si sta formando nella sua mente anche grazie agli ascolti precedentemente effettuati. Egli combina elementi che non ha mai combinato, inventa delle strutture grammaticali che solo intuitivamente sente che possono essere italiane. è proprio questo sforzo che garantisce lo sviluppo, la "complessificazione" della sua interlingua. Perché tutto ciò avvenga è opportuno che lo studente possa vivere questi momenti con la leggerezza, il divertimento e l'impegno che un bambino mette nei suoi giochi.

Premesse all’attività

a. Motivi per una produzione orale "libera"

Condizione essenziale affinché l’interlingua sia messa pienamente in gioco è che lo studente sia assolutamente libero di esprimersi come vuole e come può, senza nessuna censura, nessuna disapprovazione, neppure implicita, da parte dell'insegnante. Infatti se si invitano gli studenti a parlare liberamente, ad acquisire maggiore sicurezza, maggiore scorrevolezza, ad abbandonare quello stato di paura misto ad imbarazzo e vergogna, e dopo o durante l’attività si interviene per mettere in evidenza "errori" commessi, si mandano allo studente due messaggi in contraddizione tra loro.

1° messaggio : "Devi buttarti, devi praticare, devi metterti alla prova ed acquisire più scioltezza. Non avere paura: puoi sbagliare!"
2° messaggio : "Fai attenzione a come ti esprimi. Io mi aspetto da te correttezza".

A quale dei due messaggi deve dare ascolto lo studente? Come faccio, io studente, ad esprimermi tranquillamente e liberamente se so che dopo ci sarà una verifica dell'insegnante? Posso essere creativo se c'è una censura?

Gli "errori" sono inevitabili, in quanto parti integranti dell'interlingua dello studente. Se l'insegnante li corregge, da una parte non garantisce la loro scomparsa e dall'altra contribuisce alla paura di sbagliare già propria dello studente che lo frena nel parlare liberamente. Il risultato è che lo studente parla di meno e si convince sempre di più di non essere in grado di esprimersi. Si instaura così un circolo vizioso in cui lo studente, non esercitandosi a sufficienza, effettivamente fa meno progressi.

b. Tipologia delle Produzioni libere orali

Le Produzioni libere orali possono essere di due tipi:

Modalità di esecuzione

L’attuazione della Produzione libera orale, sia di tipo "immaginario" che "reale", si può configurare in quattro fasi che devono essere chiare e distinte sia per l’insegnante che per gli studenti.

Vediamole in dettaglio:

Fase delle istruzioni

È il momento in cui l’insegnante spiega l’attività. È una fase centrata sull’insegnante il quale dovrà dare allo studente le informazioni essenziali rispetto a:

dove si trova     a) in aula; b) in aula come se fosse...

chi è lui           a) se stesso; b) un personaggio, un attore

chi è l’altro      a) se stesso; b) un personaggio, un attore

che cosa deve fare      lo studente deve sapere se dovrà inventare la trama, se dovrà scegliere il
                                  tema da trattare o se tutto questo gli sarà dato dall’insegnante con un
                                  maggiore o minore grado di decisionalità da parte sua.

Fase dell’organizzazione dello spazio e della creazione di un contesto comunicativo

Poi si organizza lo spazio-aula per favorire la comunicazione a due e/o per "trasformarlo" in un ambiente "immaginario". Maggiore è il "coraggio" dell'insegnante di spostare banchi, sedie, cattedra, cestino, ecc., maggiore sarà l'effetto stimolante sulla fantasia dello studente e, di conseguenza, maggiore sarà il suo impegno e la sua voglia di comunicare. Spesso occorre dividere la classe in due gruppi e mandarne uno fuori dall’aula per un paio di minuti. L'obiettivo primario di questa strategia è garantire l'esistenza di un "vuoto d’informazione", che uno dei partecipanti in ogni conversazione deve avere, cioè, delle informazioni che l'altro non ha. Questo semplice trucco introduce nelle conversazioni degli studenti quella necessità di chiarimenti che esiste nel mondo reale e che rende la comunicazione necessaria, realistica e motivata. Oltretutto il fatto stesso di far alzare una parte degli studenti e di farli uscire dall’aula crea un'atmosfera di attesa che si rivela molto positiva per il buon funzionamento dell’attività.

Fase interattiva

È la fase finale in cui gli studenti agiscono tra di loro. Durante questa fase l'insegnante deve mettersi in secondo piano, deve lasciare lo studente alle prese con tutti i problemi, le difficoltà, le soddisfazioni, i successi e gli insuccessi, le frustrazioni, che comunicare in una lingua straniera comporta. Lo studente è il protagonista e l'insegnante è lo sceneggiatore, il regista, che si ritira nel momento in cui chiede allo studente di farsi avanti. Questo atteggiamento dell’insegnante non va inteso come un disimpegno. Lo studente non deve sentirsi senza una guida, deve sentire che quello che gli si chiede si trova all'interno di un progetto ben definito dell'insegnante. Il messaggio che l'insegnante deve mandare è:

"Io non ci sono all'interno del vostro contesto comunicativo, ma sono sempre presente nel contesto globale di apprendimento, sono pronto a rispondere a qualsiasi domanda di carattere linguistico".

L’insegnante è fuori dal contesto comunicativo in quanto questo è territorio solo degli studenti, ma non è fuori dal contesto più globale di apprendimento. Interverrà unicamente se chiamato da uno studente, limitandosi ad ascoltare e soddisfare eventuali richieste in un clima di collaborazione e non di autorità. Tutto ciò può essere rappresentato graficamente nel seguente modo:

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Fase conclusiva

Al termine del tempo assegnato, l'insegnante dovrebbe interrompere l’attività e complimentarsi con gli studenti per la durata della loro interazione. Questa sottolineatura non sulla qualità, bensì sulla quantità di lingua prodotta, sarà molto utile per ogni loro successiva analoga prestazione.

Le Produzioni libere orali:

Lezione 3: Chiamare con il videotelefono (con gesti e disegni) un compagno per dirgli qualsiasi cosa.

Lezione 4: Far parlare un compagno di sé.

Lezione 5: Con identità inventata fare una nuova conoscenza in un bar a Catania.

Lezione 6: Comprare scarpe in un negozio.

Lezione 7: Prendere informazioni nella segreteria di una scuola di lingua e iscriversi.

Lezione 8: Scoprire da un compagno ciò che fa generalmente il fine settimana.

Lezione 9: Telefonare ad una scuola di lingua per avere informazioni sul programma sociale.

Lezione 10: Parlare con un amico per organizzare la serata.

Lezione 11: Organizzare con due compagni una vacanza.

Lezione 12: Parlare della propria famiglia.

Lezione 13: Parlare dell'Italia con un compagno.

Lezione 14: Telefonare ad un ristorante per prenotare un tavolo.

Lezione 15: Preparare una serata per la classe.

Lezione 16: Telefonare per rispondere ad un annuncio.

Lezione 17: Fare un colloquio per prendere in affitto una stanza.

Lezione 18: Comprare capi di abbigliamento.

Lezione 19: Prenotare una stanza in albergo.
Lezione 20: Andare dalla chiromante.